Il nostro percorso tra parole e musica continua.
“Daniele Maffeis e la sua musica” in tre incontri,
1, 8 e 15 marzo 2024 a Bergamo
Vedi la locandina

120 Anni di Daniele Maffeis

(a cura di William Limonta, Juri Ferri, Enrico Ferri)

Nel 2021 si sono celebrati i 120 anni dalla nascita di Daniele Maffeis (1901-1966), compositore, organista e pianista nativo di Gazzaniga. Per questa occasione, tre giovani creativi bergamaschi, William Limonta, Juri Ferri e Enrico Ferri, hanno deciso di unire le forze e i loro diversi talenti per promuovere questa importante figura per la musica.

In collaborazione con l’Associazione Musicale Daniele Maffeis e con il supporto dell’Associazione Culturale “Musica Ragazzi”, di cui fanno parte, hanno avviato un progetto per invitare il grande pubblico a riscoprire la musica del Maestro. 

Nella prima fase del progetto, tre giovani musicisti, Riccardo Carrera, Irene Maggioni e Erica Artina,

allievi presso il Conservatorio “G. Donizetti” di Bergamo e membri loro stessi dell’Associazione “Musica Ragazzi”, sono stati invitati ad approcciarsi per la prima volta alla musica di Daniele Maffeis, e ad eseguire alcuni dei suoi brani. 

Sono stati quindi realizzati cinque video delle loro esecuzioni nelle meravigliose cornici della Sala Alfredo Piatti e della Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta, luoghi molto significativi nella vita del Maestro, che vi presentiamo insieme ai post apparsi quotidianamente sui social nel periodo dell’Avvento 2021 sulla figura e musica del Maestro.

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22 novembre 2021

Tutto parte da qui

Daniele Maffeis nasce a Gazzaniga il 1agosto 1901, l’ultimo dei cinque figli di Santo Maffeis e Maria Madaschi: lui era operaio presso il Cotonificio, e aveva conosciuto Maria come commessa presso l’osteria all’inizio della Contrada. È in questo contesto semplice che cresce il piccolo Maffeis: in una famiglia di operai ricca però di musicofili e suonatori, bandisti e insegnanti di strumento, che offre stimoli al suo orecchio fine e attento ad interiorizzare ogni esperienza. 

Nella foto, il piccolo Daniele seduto sulla destra vicino alla madre, insieme ad altri parenti.

23 novembre 2021

I luoghi del Maestro

L’antica Contrada “Bonomari” a Gazzaniga (che oggi è via Dante Alighieri), prolungava l’antico abitato del centro cittadino verso il confine con l’abitato di Fiorano e alla “Strada regia postale” che da Bergamo si dirigeva verso Clusone.

Era una contrada di origine antica, risalente al XVI secolo, in cui la campagna si amalgamava perfettamente all’ambiente urbanizzato del paese.

È in questa contrada che si trova la casa natale di Daniele Maffeis, la casa dove è nato e cresciuto, ma anche la casa dove per tutta la vita è tornato sempre volentieri a passare momenti di riposo, anche quando la sua attività di organista e professore di musica lo portava a trascorrere la maggior parte del suo tempo a Milano e dintorni.

24 novembre 2021

Il repertorio organistico: un breve ritratto

La vasta produzione musicale di Daniele Maffeis copre generi e organici di vario tipo, dalle Sonate per strumento solo ai poemi sinfonici per orchestra, alla produzione operistica passando anche per la produzione sacra delle Messe.

In questo grandissimo panorama musicale, anche la produzione per il suo strumento prediletto, l’organo, non è da meno.

Lo spirito dell’autore nello scrivere nasce dalla profonda e spontanea melodia popolare (come nella “Piccola Pastorale”) attraverso un semplice ed autentico discorso musicale che non risulta mai banale, anzi.

L’orecchio del fedele si affida al semplice discorso che introduce la funzione religiosa

(come ad esempio, nell’Introito che possiamo ascoltare a questo link: https://youtu.be/A- hhdDCFDKU ), ed anche nei brani più virtuosistici (“Spiritelli dell’organo”, “Capriccio e canone”) non manca la cura melodica e l’attenzione che Maffeis ha sempre avuto a cuore.

Nella personale ricerca estetica, Daniele Maffeis ha sempre cercato il diretto discorso con il suo pubblico, elevando l’anima attraverso pagine limpide rivolte alla preghiera verso l’Altissimo.

25 novembre 2021

Ricordi da chi l’ha conosciuto

Ecco una breve testimonianza di Mario Pezzotta, apparsa sul “Giornale di Bergamo” ad un anno dalla scomparsa del Maestro (17 maggio 1967):

“Daniele Maffeis rivive intatto nelle opere musicali che ci ha lasciato, una mole imponente, frutto di una fervidissima attività, di una esuberante fantasia […].

A un anno dalla morte la sua figura anziché sbiadire nel tempo si è fatta più viva, più vicina.

È il privilegio che onora gli artisti veri, gli uomini superiori […].

Viveva la sua musica con trasporto, come rapito.

E perciò riusciva a comunicare agli altri le sue emozioni […].

Cuore di fanciullo, fu poeta dei sogni più belli.

La sua religione fu sostanza della sua vita”.

26 novembre 2021

Introito per Pasqua

Riccardo Carrera esegue Introito per Pasqua nella Basilica di Santa Maria Maggiore

Nel primo video, Riccardo Carrera esegue “Introito per Pasqua” all’organo della Basilica di Santa Maria Maggiore. 

L’introito per Pasqua appartiene a quel repertorio composto dal maestro per il servizio alla liturgia. 

Lo stesso Maestro affermava di aver bisogno di seguire le funzioni liturgiche improvvisando all’organo le preghiere “che sento di elevare in quel momento”.

Sono dunque i sentimenti puri e nobili che trasformano e plasmano il materiale sonoro, sconvolgendolo, plasmandolo e trasfigurandolo verso un’altra dimensione.

27 novembre 2021

L’Opera Omnia: un grande traguardo

L’idea di dare alla stampa l’Opera Omnia di Daniele Maffeis nasce nel 1998 con la costituzione della Associazione Musicale Daniele Maffeis di Gazzaniga (Bergamo) suo paese natale.

Scopo statutario è la ricerca, la revisione, la pubblicazione e la diffusione di tutto il patrimonio musicale lasciato pressoché interamente inedito.

I Maestri Pieralberto Cattaneo e PierAngelo Pelucchi predispongono il piano di stampa che si articola in 18 tomi, per un totale di 39 volumi.

La pubblicazione del grandioso patrimonio si conclude nel 2012 quando, in Sala Piatti a Bergamo, ne avviene la presentazione ufficiale.

Nel 2001 tutto il materiale appartenente a Daniele Maffeis (giornali, pezzi critici, dépliant, stampe, ecc. )e, nel procedere graduale delle stampe, anche i manoscritti autografi delle musiche, vengono donati alla “Biblioteca Civica Angelo Mai” di Bergamo, Ente di spicco nel mondo culturale, per una adeguata ed attenta custodia ed eventuale utilizzo.

L’importantissima pubblicazione di tutto il repertorio musicale di Daniele Maffeis ha contribuito e contribuisce a far conoscere il suo genio creativo aldilà dei confini italiani e ad ampliare il bacino d’ascolto della sua musica.

La tenacia e grande forza di volontà del nipote Adriano, Curatore dell’Opera Omnia, ha monumentalizzato la produzione del compositore Daniele Maffeis, dandole vita al mondo.

Nella foto: Adriano Maffeis, nipote del Maestro e Curatore dell’Opera Omnia, durante un’ intervista.

28 novembre 2021

Improvvisazione

Questa rarissima registrazione di un’esecuzione di Daniele Maffeis è stata realizzata nel 1960 ed è stata pubblicata in un CD edito dall’Associazione Daniele Maffeis nel 2001, in occasione del centenario della nascita.

L’abilità improvvisata del Maestro all’organo, suo strumento di elezione, era molto nota e veniva da lui spesso usata per arricchire le funzioni religiose nelle chiese ove prestava servizio come Maestro di cappella.

29 novembre 2021

I primi passi nella musica (tra Gazzaniga e Bergamo)

Fin dagli studi elementari, il piccolo Daniele Maffeis mostra le prime inclinazioni verso la musica. La famiglia dunque, decide di affidarlo alle lezioni di Pietro Zaninari, organista delle parrocchie di Fiorano e Albino.

Dopo un paio d’anni la sua circoscritta fama come pianista lo portò verso la strada più indicata: lo studio e la frequenza di corsi presso il Conservatorio di Bergamo dal 1914.

Per evitargli il disagio del viaggio, al giovane Daniele fu trovato un alloggio in città alta, nella casa di don Celestino Mazzucotelli al Seminarino: Daniele Maffeis poté così esercitarsi al pianoforte, studiando per le lezioni che avrebbe dovuto sostenere con il M° Alessandro Marinelli al Conservatorio.

Nella foto, il piccolo Daniele al pianoforte con Don Celestino Mazzucotelli.

30 novembre 2021

I luoghi del Maestro

L’Istituto Musicale Gaetano Donizetti si trovava in Città Alta, in via Arena. Fu punto di riferimento per tantissimi musicisti che hanno operato nell’ambito bergamasco, da grandi maestri di cappella come Agostino Donini, a celebri insegnanti come il M° Alessandro Marinelli. Daniele Maffeis entra, a partire dal 1914, nella classe di pianoforte di quest’ultimo, dimostrando fin dall’inizio un grande talento e un’ottima musicalità.

Dai ricordi dello stesso Daniele Maffeis, ecco una breve descrizione dell’ambiente che si respirava nella scuola: “Nella scuola si potevano leggere, su un quadretto appeso ad un chiodo, le parole che Gaetano Donizetti ha lasciato scritto: La musica non è che una declamazione accentata da suoni e perciò ogni compositore deve intuire e far sorgere un canto dall’accento della declamazione. Chiunque non riesca o non sia felice, non comporrà musica che muta di sentimento”. Il Maestro ritornerà, anni dopo, come insegnante di Organo presso il suo Istituto.

1° dicembre 2021

Il repertorio pianistico

Daniele Maffeis ha sempre dimostrato un rapporto intimo con il pianoforte. Lo stesso Adriano, nipote del Maestro ricorda: “Quando ero piccolo, ogni tanto durante la notte, mi svegliavo perché, nella stanza vicina, sentivo il suono del pianoforte…era facile sentire dieci note : probabilmente non riusciva a dormire e provava alcuni spunti allo strumento”.

La produzione per pianoforte di Daniele Maffeis si può dividere principalmente in due periodi: quello giovanile (intorno agli anni ’30, legato ad un certo formalismo scolastico, come in “Canto d’amore” o nella Sonata in do minore), e quello del secondo dopo guerra, nel quale si individua la produzione più intima del Maestro: non mancano i sinceri omaggi alla propria terra natia (come la Suite Schilpariese o la Sonata “San Felice al Lago), riferimenti al mondo infantile (come la Suite a 4 mani “Giocattoli di una bambina”)

Nella sua produzione, figurano inoltre anche brani caratterizzati da un notevole virtuosismo, come le “10 Variazioni sul Corale dell’opera Le tre notti di Luce”, oppure semplici trascrizioni e rielaborazioni di altri brani (a questo esempio: “Meditazione”, dall’originale per organo; “Intermezzo lirico”, dall’originale per orchestra d’archi)

2 dicembre 2021

Ecco come la redazione del giornale dialettale “Giopì” il 26 febbraio 1966, rese omaggio alla figura del Maestro:

“Uomo di grandissima semplicità di vita e di profonda umiltà fu parimenti autentica personalità nel campo della musica […] Il culto…due volte religioso per la musica affinò notevolmente lo spirito dell’artista della cui squisita sensibilità e del cui tenerissimo affetto poterono sempre godere i suoi congiunti e i suoi allievi […] Bontà e generosità, virtù da lui esercitate in sommo grado, gli diedero ali verso i liberi cieli nonché delle composizioni musicali, di quelle letterarie.”

Nell’immagine: una silhouette del Maestro realizzata dall’amico Adriano Armetti.

3 dicembre 2021

Canto d’amore: un gioiello giovanile

Il “Canto d’amore”, per pianoforte, di Daniele Maffeis, appartiene alla prima produzione del Maestro quando, ancora studente al Conservatorio, si cimentava in esercizi di stile sulla scuola del passato.

Questa limpida romanza si rifà direttamente alle celebri raccolte di romanze senza parole di Felix Mendelssohn, in cui la sinuosità della linea si staglia nitida su un più semplice accompagnamento.

Le armonie usate da Maffeis sono sapientemente cucite in uno stile personale, che rende la romanza non più semplice studio, ma autentico piccolo gioiello.

Nella foto, particolare dell’autografo di “Canto d’Amore”

4 dicembre 2021

Daniele Maffeis e Don Ambrogio Palestra: una grande amicizia

A partire dal 1936, Daniele Maffeis diventa maestro di cappella della Basilica di S. Maria Nuova ad Abbiategrasso, in cui riscosse ottimi successi con la composizione della sua prima messa “Mariae Nascenti”.

Dall’anno seguente, accompagna la celebrazione della prima messa del nuovo assistente dell’Oratorio S. Luigi, don Ambrogio Palestra. Al nuovo sacerdote Maffeis presto manifesta la sua passione per l’educazione dei giovani e, scoprendo i suoi progetti pedagogici, stabilì in breve un’intesa, destinata a diventare una grande amicizia.

Sui libretti di Palestra, infatti, Maffeis compose le sue celebri Operette (come “Il Pellegrino Bianco”), brevi rappresentazioni di carattere didattico- pedagogico rivolte ai giovanissimi.

Nella Foto, Maffeis con l’amico Don Ambrogio Palestra.

5 dicembre 2021

Canto d’amore

Irene Maggioni esegue il “Canto d’amore” nella Sala Alfredo Piatti, Bergamo.

Il “Canto d’amore”, per pianoforte, appartiene alla prima produzione del Maestro quando, ancora studente al Conservatorio, si cimentava in esercizi di stile sulla scuola del passato.

Questa limpida romanza si rifà direttamente alle celebri raccolte di romanze senza parole di Felix Mendelssohn, in cui la sinuosità della linea si staglia nitida su un più semplice accompagnamento.

Le armonie usate da Maffeis sono sapientemente cucite in uno stile personale, che rende la romanza non più semplice studio, ma autentico piccolo gioiello.

6 dicembre 2021

Tra Varese e Busto Arsizio

Sono passati alcuni anni da quando Daniele Maffeis è entrato al conservatorio di Bergamo, per poi proseguire i suoi studi in quello di Milano.

Dopo i diplomi in Organo e Composizione, a partire dal 1927 gli viene affidata la cattedra di pianoforte dell’Istituto Musicale “Pergolesi” di Varese: con la città collaborò anche come compositore, scrivendo la “Missa Regina Ordinis Minorum”, per il Santuario di Sant’Antonio da Padova alla Brunella.

Contemporaneamente, fino al 1932, insegnerà sempre pianoforte presso l’Istituto “Rossini” di Busto Arsizio, tenendo anche concerti notevolmente apprezzati.

Furono le prime esperienze nell’ambiente milanese, a cui Maffeis resterà legato per tutta la sua vita.

Nella foto, un giovane Daniele Maffeis.

7 dicembre 2021

Il Seminario Vescovile di Venegono

Verso la fine degli anni ’30, a Daniele Maffeis vengono offerte le cattedre di pianoforte, organo e armonium presso il Seminario Vescovile di Venegono.

Il Seminario, le cui origini risalgono ai tempi di Carlo Borromeo, diviene nel corso dei secoli principale punto di riferimento per tutto il clero milanese, a partire soprattutto dalle Facoltà di Teologia istituite nel corso del XX secolo a cura del Card. Schuster prima e poi, successivamente, da parte del Card. Colombo.

Daniele Maffeis si dedicherà per trent’anni, oltre come insegnante, anche come direttore di coro, organista e compositore (scrivendo importanti pagine come “Pentecoste”, “La notte scende”, la “Cantata in onore di San Carlo” e “Dio degli eserciti”).

8 dicembre 2021

Dal ricordo di don Francesco Bonalancia

pubblicato sul Bollettino parrocchiale di Gazzaniga nel marzo 1966:

“L’ho ancora qui davanti coi suoi capelli bianchi sparsi sull’ampia fronte a modo degli antichi artisti, dall’occhio sereno ed arguto un tempo, dal sorriso aperto, dalla parlata facile quale quella di un bimbo, profonda, saggia e suadente, frutto di una cultura non comune”.

9 dicembre 2021

Il repertorio vocale-strumentale: un emblema della poliedricità

Daniele Maffeis, fin dalla sua prima produzione, ha avuto particolarmente a cuore il rapporto stretto ed inscindibile tra testo letterario e musica: la sua poliedrica attenzione culturale lo ha portato ad interessarsi a testi colti di autori a lui vicini.

Il repertorio più cospicuo è quello delle liriche, generalmente per voce e pianoforte: è il repertorio più intimo, in cui la profonda sensibilità dell’autore si lega perfettamente al testo scelto, evidenziata attraverso una scrittura matura che si avvicina alle esperienze della scuola italiana di quegli anni. A questa produzione fanno riferimento, tra gli altri:” La tomba del poeta “(su testo di Fogazzaro), “Roma imperiale” (su testo di Carducci), “Advesperascit” (su testo di Tullia Franzi, amica del compositore).

Oltre alle liriche, degni di menzione sono i brani corali. La scrittura di Maffeis, in questo caso, si rende più nitida e chiara, avvicinandosi addirittura alla scrittura popolare, che si pone come omaggio alla sua terra, fungendo anche da “sottofondo culturale” delle origini musicali di Maffeis. A questo proposito si segnalano: “La mia baita” (per coro maschile), “Lamento ed Elegia sulla tomba di Barabau” (per coro misto), “Il fuoco” (madrigale per coro a 4 voci).

In ultimo, ma non per importanza, vale la pena evidenziare anche la produzione più evidentemente “popolare”, in cui Daniele Maffeis fa uso, tra le altre cose, del testo dialettale: citiamo “Lusiroel e Stell” (su testo del milanese Luigi Medici) e “La musica del Giopì” (su testo del bergamasco Giacinto Gambirasio).

10 dicembre 2021

Poesie

Tra le liriche che Daniele Maffeis scrisse nella sua tarda produzione, degna di evidenza è Advesperascit, su testo della poetessa alzanese Tullia Franzi.

Il testo, di carattere sacro, esprime il timore dell’attesa della sera da parte del fedele, al timore di perdere il conforto di Dio.

La linea contorta della voce, insieme alle armonie spinte ed estremamente ricercate, fanno di questo brano un unicum di poetica nella massima linea espressiva di Maffeis.

Nella foto, Tullia Franzi con il Vate Gabriele D’Annunzio.

11 dicembre 2021

L’Associazione Daniele Maffeis

Istituita nel 1998, l’Associazione Daniele Maffeis si è da sempre impegnata nella diffusione e nella promozione del grande patrimonio musicale di Daniele Maffeis.

Fortemente voluta da Adriano Maffeis, essa nasce in seno alla grande opera di pubblicazione dell’Opera Omnia del repertorio composto dal Maestro durante la sua vita.

Nel corso degli anni, l’Associazione si è resa ente organizzatore e partecipante di numerosissime iniziative di vario tipo, tra cui ricordiamo in questa sede:

La prima esecuzione assoluta della Messa “Daniel Propheta” nell’aprile 2000 a Gazzaniga, un grande concerto a cura della Fondazione Orchestra Stabile di Bergamo al Teatro Donizetti di Bergamo nell’ottobre del 2001, Manifestazione in occasione della donazione di tutti i documenti del compositore (con interventi di esperti ed esecuzione di alcuni brani) presso la Biblioteca Angelo Mai nell’ottobre 2005.

Si ricorda, inoltre, nel maggio 2012, presso la Sala Piatti, la presentazione (con relativo concerto) del libro “L’Archivio di Daniele Maffeis – un patrimonio da rivivere”, a conclusione della pubblicazione dell’Opera Omnia.

Nella foto, gli esperti (Maestro PierAngelo Pelucchi, Prof. Angelo Bertasa, Maestro Pieralberto Cattaneo, Prof. Giancarlo Landini) durante l’evento di presentazione del libro “L’Archivio di Daniele Maffeis, un patrimonio da rivivere” nel 2012.

12 dicembre 2021

Advesperascit

Erica Artina esegue “Advesperascit”, con accompagnamento al pianoforte di Irene Maggioni.

Tra le liriche che Daniele Maffeis scrisse nella sua tarda produzione, “Advesperascit”, è composta su testo della poetessa Tullia Franzi, nativa di Alzano Lombardo (BG). Scrittrice, poetessa e compositrice lei stessa,

Tullia Franzi partecipò all’impresa di Fiume con Gabriele d’Annunzio, e fu poi docente di latino, greco e storia dell’arte. Amica di Daniele Maffeis, era a lui artisticamente molto legata.
Il testo, di carattere sacro, esprime il timore dell’attesa della sera da parte del fedele, al timore di perdere il conforto di Dio.

La linea contorta della voce, insieme alle armonie spinte ed estremamente ricercate, fanno di questo brano un unicum di poetica nella massima linea espressiva di Maffeis.

13 dicembre 2021

Padre di quattro nipoti

Durante la Seconda guerra mondiale l’impegno lavorativo di Daniele Maffeis si fece più intenso a seguito delle difficoltà della sua famiglia: nel 1940, infatti, moriva prematuramente il fratello Lorenzo, Così Daniele si trovò a sostenere i quattro nipoti, ancora in tenera età (Lucia, Fernando, Mario e Adriano). Essendo impegnato nel versante milanese, tornava a Gazzaniga soltanto nelle festività e nelle vacanze estive. In queste occasioni, si dimostrava più che un amorevole padre. Ecco una testimonianza dei nipoti Lucia e Adriano del 1987: “Certe volte ci accompagnava al fiume Serio e, per fare un po’ di scherzi, ci diceva che d’estate i pesci facevano le uova dolci e ci convinceva a ricercarli tra i sassi del greto. Finivamo col succhiare tutti i sassi per trovare quelli dolci. Infatti in certi punti lo zio Daniele metteva dei confetti che sembravano sassolini, comprati poco prima dal droghiere. Quando li assaggiavamo e vedevamo che erano dolci, provavamo un grande piacere e credevamo davvero alla storia”.

Nella foto, Daniele Maffeis con il fratello Giulio e la sorella Teresina.

14 dicembre 2021

A partire dall’ottobre 1957 Daniele Maffeis diventa organista titolare della centralissima parrocchia di San Satiro a Milano, potendo così approfondire il legame con Mons. Palestra, divenuto prevosto della chiesa.

L’organo Mascioni diventerà dunque lo strumento sul quale il compositore incanterà il pubblico con le sue improvvisazioni e le proposte di musica propria.

Mons. Palestra, qualche tempo dopo la dipartita del Maestro, ricorderà: “All’organo si sentiva in pugno, docili al suo estro, le mille possibilità orchestrali del nobile strumento, del quale conosceva ogni segreto tecnico, sì da farlo vibrare, gemere, scrosciare e rimbombare, col suo magistrale tocco”.

Nella foto, l’interno della chiesa di San Satiro a Milano con il celebre Finto Coro dipinto da Donato Bramante.

15 dicembre 2021

La grande stagione delle Operette

Un’importante produzione che contraddistingue l’operato di Daniele Maffeis da altri compositori del suo tempo è quello delle Operette, genere didattico – pedagogico che tenne impegnato il Maestro a partire dal 1937, in strettissima collaborazione con Mons. Ambrogio Palestra per i testi, amico e stimatore di Maffeis.

La prima operetta venne composta per il S.Natale dell’Oratorio di S. Luigi ad Abbiategrasso. Mons. Palestra prese a riferimento, per il suo libretto, una antica leggenda natalizia nordica la quale, grazie alla sapiente arte del compositore nel cucire paesaggi sonori calzanti e melodie semplici ed allo stesso tempo efficaci, divenne subito piccolo grande capolavoro.

Nacque così “Il Pellegrino bianco”.

Ad essa ne seguirono altre: “I tre fanciulli nella fornace ardente” del 1939 – 40, “Il flauto del re” del 1942, “Il cantore danese” del 1945, “Il gatto con gli stivali” del 1950 – 51 ed infine “I Mortulaghi” del 1951.

Le operette, oltre che la finalità didattica e pedagogica del libretto, erano occasione di convivialità e di collaborazione reciproca tra i ragazzi che facevano parte dell’Oratorio e le loro famiglie.

16 dicembre 2021

Amici

L’amico e pittore Adriano Armetti ebbe a ricordare, in una lettera indirizzata alla famiglia di Daniele Maffeis:

“Posso solo testimoniare che egli è un’anima pura e perciò fu ingenuo, schivo di ogni intrigo e bassezza, capace solo d’amore, pago di avere l’animo sereno e il cuore in

pace per aver compiuto la sua missione con serietà. Potrei scrivere delle giornate belle, di quelle tristi, delle giornate di giovinezza, di entusiasmo, di fede e di illusioni nel prossimo, di speranze nella vita e, con la maturità, di speranze nella Morte che per lui certamente non è il Nulla”.

17 dicembre 2021

La “Suite Schilpariese”

La “Suite Schilpariese” fa parte dell’ultima produzione pianistica di Daniele Maffeis. Scritta nel 1955, trae la sua ispirazione da una gita a cui il compositore prese parte insieme ad alcuni amici: “Fui ospite di una secolare famiglia, dove si trova ancora quella semplicità nei modi. La Provvidenza mantiene ancora piena di vita e fresca di mente la nonnina, la regina della casa, appassionata del pianoforte. Settantacinque anni suonati! Le promisi allora di scrivere qualche pezzo di musica che trattasse della bella pineta e del suo Schilpario”.

La Suite è composta da sei movimenti:

  1. In pineta chiaccherando
  2. Benwi e Terry danno spettacolo
  3. Incontro
  4. Uno squillo militare in pineta
  5. Alla piccola chiesetta
  6. Alle sorgenti del Dezzo

Si declina chiaramente lo spirito per il quale Maffeis rende omaggio alla sua terra, con armonie semplici ma allo stesso tempo ricercate, mentre le linee melodiche giocano in una costante contrapposizione tra ironia e assoluto rigore.

18 dicembre 2021

Vassallo del Ducato di Piazza Pontida

Daniele Maffeis fu sempre interessato alla cultura in forma eterogenea, da quella classica a quella popolare.

Tra le diverse facce della sua poliedrica personalità si scoprono perfino originali qualità di scrittore, caratterizzato da uno stile sobrio, mirante al concreto ma allo stesso tempo vivace e colorito.

I suoi articoli vennero pubblicati sul periodico del Ducato di Piazza Pontida (“Giopí”) nella rubrica “Divagazioni Musicali”, divenendo stretto collaboratore dal 1962 e amico del direttore Luigi Gnecchi, divenendo Vassallo del Ducato. In questi spazi Daniele Maffeis metteva in luce i suoi punti di vista sulla musica in generale e su aspetti a lui contemporanei.

Ecco le sue parole a proposito dell’arte, pubblicate nell’articolo del 29 settembre 1963: “Se l’arte fosse libera come l’allodola che si libra nell’aria pura e sempre sale, ci sarebbero meno costrizioni da una parte o dall’altra meno commissioni, meno milioni agli orpelli dell’arte”.

Nella foto, piazza Pontida a Bergamo, sede dell’omonimo Ducato.

19 dicembre 2021

Incontro, dalla Suite Schilpariese

Irene Maggioni esegue l’”Incontro”, terzo movimento della “Suite Schilpariese”, al pianoforte.

La “Suite Schilpariese” fa parte dell’ultima produzione pianistica del Maestro. 

Scritta nel 1955, trae la sua ispirazione da una gita a Schilpario, in Val di Scalve, a cui il compositore prese parte insieme ad alcuni amici: “fui ospite di una secolare famiglia, dove si trova ancora quella semplicità nei modi.

La Provvidenza mantiene ancora piena di vita e fresca di mente la nonnina, la regina della casa, appassionata del pianoforte. Settantacinque anni suonati!

Le promisi allora di scrivere qualche pezzo di musica che trattasse della bella pineta e del suo Schilpario”.
Si declina chiaramente lo spirito per il quale Maffeis rende omaggio alla sua terra, con armonie semplici ma allo stesso tempo ricercate, mentre le linee melodiche giocano in una costante contrapposizione tra ironia e assoluto rigore.

20 dicembre 2021

A Sotto il Monte dal Card. Roncalli

Nel 1958, durante le vacanze estive, Daniele Maffeis fu invitato dall’amico e violinista Mario Ferrante a trascorrere una giornata presso la sua casa a Sotto il Monte, dove ebbe l’occasione di rivedere il Card. Angelo Giuseppe Roncalli.

Ecco le parole del Maestro che ricordano l’evento, in un articolo del “Giopì” del 1962: “La nostra conversazione fu subito calda, amichevole, proprio come al tempo della ‘Casa dello Studente’. […] Potei comunicare ad una simile persona un mio lavoro teatrale su Jacopone da Todi. Sua Eminenza al mio entusiasmo sorrise. Si compiacque molto per il soggetto e lo trovò interessante tanto che volle Gli inviassi presto il copione…’lasci passare il mese di settembre che devo fare le visite pastorali, ci vedremo in ottobre e l’attendo anche per la mia Chiesa…”

Il desiderio di Roncalli (e del Maestro Maffeis) purtroppo però non si poté mai realizzare: poco tempo dopo fu chiamato a Roma per l’elezione del nuovo pontefice. Sarà proprio lui, il 28 ottobre 1958, a salire al soglio di Pietro, con il nome di Giovanni XXIII.

21 dicembre 2021

Tra arte e musica

La Scuola Superiore d’arte “Beato Angelico” di Milano, dalla metà del secolo scorso, è un punto di riferimento per tutti coloro che si approcciano all’arte sacra.

Daniele Maffeis fa il suo ingresso, come insegnante e compositore, dal 1940 fino al 1955.

In questo prolifico ambiente culturale, dai mille stimoli, potrà conoscere e collaborare con numerosi artisti.

Con uno in particolare di essi, il pittore friulano Ernesto Bergagna, sperimentò forme di concerto multimediale, dove la musica doveva servire ad esaltare l’effetto dell’immagine visiva pittorica e viceversa. Da questa collaborazione nacque il poema sinfonico “Symphonicum nova et vetera – Litanie”, un grande polittico per organo nel quale il compositore commenta ognuna delle asserzioni delle Litanie mariane.

Nella foto, una lezione al Beato Angelico.

22 dicembre 2021

Anthy e il repertorio operistico

Daniele Maffeis, nella sua immensa poliedricità, riuscì a imporsi in ogni genere da lui sperimentato, regalando mirabili pagine dalla straordinaria profondità.

Oltre alla grande stagione delle Operette, la sua produzione è ravvisabile anche nel repertorio lirico, con tre titoli: “Il Maestro Smania” su libretto di Antonio Ghislanzoni; “Le tre notti di luce” su libretto di Giovanni Mari e in ultimo “Anthy”, su libretto di Carlo Fontana.

Solamente la prima, “Il Maestro Smania”, è stata rappresentata in forma di concerto, dopo la morte dell’autore, nel 2013, presso il Teatro Donizetti di Bergamo.

In questa sede ci soffermeremo brevemente sull’ultima opera del Maestro, “Anthy”, scritta tra il 1935 e il 1937 quando risiedeva a Milano.

Il dramma lirico ha per fonte dichiarata il romanzo “Anthy, il romanzo di Rodi”, dello scrittore romano Guido Milanesi.

Ecco in breve la sinossi: ambientata nell’isola greca di Rodi, l’opera narra la vicenda di Anthy, giovane ragazza che era stata schiava di un colonnello turco. La giovane si innamora del tenente Enzo Sangardi, ma presto il tenero idillio viene offuscato da un oscuro presagio: Enzo deve partire per combattere una battaglia e, assediato dall’incertezza, ha paura di non riuscire a portare con sé l’amata. L’attesa per Anthy è tremenda: l’ansia è confortata dalla presenza di un prete ortodosso, Papa Kiriasis, che la consola. Finché un giorno una missiva, probabilmente uno scherzo perfido, comunica ad Anthy la vittoria dei Turchi e l’affondamento della nave di Enzo. Mentre Roberto, compagno d’arme di Enzo, e Papa Kiriasis si recano da Anthy per comunicare la felice notizia del ritorno dell’amato, ella si butta da una rupe in preda alla disperazione.

Le melodie di Maffeis, impregnate di una intensa cantabilità, si piegano a sottolineare le varie situazioni in un forte crescendo tensivo. Non mancano, inoltre, elementi caratteristici d’ambiente, come il canto del ‘muezzìn’ musulmano, marce militari o il corteo funebre del secondo atto: tanti affreschi di carattere popolare inseriti nell’intimo contesto di questo dramma musicale.

23 dicembre 2021

La “Piccola Pastorale”

La “Piccola Pastorale”, per organo, è un piccolo grande gioiello scritto da Daniele Maffeis alla fine degli anni ’40 e dedicata al nipotino Adriano, che in futuro sarà in Curatore dell’Opera Omnia del Maestro.

Maffeis fu, per il piccolo nipote, “come un padre”: tantissimi sono i ricordi che legano il Curatore dell’Opera Omnia al suo amatissimo zio, e che continua a ricordare con immenso affetto.

Il carattere intimo e delicato la fanno da padroni nella composizione: le melodie, di stampo popolare, si fondono con una ricerca armonica profonda ed estremamente ricercata, creando un tutt’uno splendidamente connesso con lo spirito del brano stesso.

Emanuele Carlo Vianelli, l’organista del Duomo di Milano, ricorda: “A Natale, a conclusione della Messa di mezzanotte, eseguo sempre la Piccola Pastorale di Maffeis”…insomma, un bellissimo omaggio che non finisce mai di stupire.

24 dicembre 2021

La Piccola Pastorale

Riccardo Carrera esegue la “Piccola Pastorale” all’organo della Basilica di Santa Maria Maggiore.

La “Piccola Pastorale”, per organo, è un piccolo grande gioiello scritto da Daniele Maffeis alla fine degli anni ’40 e dedicata al nipotino Adriano, che in futuro sarà il Curatore dell’Opera Omnia del Maestro. Il carattere intimo e delicato la fanno da padroni nella composizione: le melodie, di stampo popolare, si fondono con una ricerca armonica profonda ed estremamente ricercata, creando un tutt’uno splendidamente connesso con lo spirito del brano stesso.


Emanuele Carlo Vianelli, l’organista del Duomo di Milano, ricorda: “A Natale, a conclusione della Messa di mezzanotte, eseguo sempre la Piccola Pastorale di Maffeis”

I cinque video sono stati realizzati da Juri Ferri, William Limonta e Enrico Ferri con il prezioso supporto dell’Associazione Culturale “Musica Ragazzi” di Osio Sopra.


Fotografia e montaggio: Juri Ferri
Registrazione audio: Paolo Guerini

Un ringraziamento speciale alla MIA – Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo – per l’uso della Basilica di Santa Maria Maggiore e della Sala Alfredo Piatti.