Composizioni

COMPOSIZIONI
   
LA PRODUZIONE VOCALE
    
La produzione vocale di Daniele Maffeis comprende sia lavori appartenenti all’ambito sacro che brani profani.
Nel primo caso occorre differenziare le musiche destinate all’uso liturgico, ovvero le messe complete e i
brani sciolti (introiti, offertori, mottetti mariani…) dai brani devozionali su testo italiano, le cui tipologie variano
dalla breve pagina per voce sola e organo, all’ampia partitura per voci e strumenti. Le composizioni liturgiche
obbediscono naturalmente ai criteri propugnati dalla riforma ceciliana, ma non si propongono un formalistico
ricalco dei modelli del passato, semmai cercano di porre al servizio del rito e della comprensione popolare
la sapienza contrappuntistica ‘antica’ e la ‘moderna’ sensibilità armonica. Anche nei brani non liturgici il
proposito educativo ed edificante non va trascurato: musica non per la sala da concerto, ma per un ascolto
più ingenuo anche se non necessariamente semplice nella sua struttura.
Tra le musiche profane va innanzi tutto posta la distinzione fra lavori teatrali e no. Nel primo gruppo figurano
le tre opere liriche, ciascuna rispondente a un diverso genere (l’atto buffo, il melodramma e l’opera-oratorio)
e le ‘operette’ di carattere didattico-ricreativo, in cui si alterna recitazione ai numeri musicali, i cui argomenti
sono in genere favolistici e dove spesso i protagonisti sono fanciulli. Il secondo gruppo comprende numerose
liriche da camera per voce e pianoforte (alcune delle quali successivamente orchestrate) su testi italiani,
ma anche dialettali e qualche brano a più voci con o senza accompagnamento pianistico. Gli autori dei
testi appartengono per lo più alla cerchia delle conoscenze personali del compositore e, anche per questo,
possono costituire un’interessante testimonianza del mondo culturale italiano, prima e dopo il secondo
conflitto mondiale.

    
LA PRODUZIONE STRUMENTALE

La produzione strumentale di Daniele Maffeis occupa circa un terzo del suo complessivo catalogo; anche in
questo caso è possibile suddividere le composizioni in tre gruppi, ossia brani per strumento solo (pianoforte
od organo), musica da camera, brani per orchestra con o senza solista. All’organo, strumento d’elezione
del compositore, non risultano destinati molti lavori, anche a ragione della sua abilità improvvisativa allo
strumento; per organo e per pianoforte ritroviamo invece le prime stesure dei più ambiziosi lavori sinfonici.
Qui, come in ambito cameristico, troviamo pagine di concezione e struttura tradizionale (Sonate per organo,
pianoforte solo o in duo col violino) e pezzi di più libera impostazione, non solo nella misura breve del foglio
d’album, ma nella serie articolata di brani rispondenti a una medesima suggestione poetico-musicale: vi sono
esempi per solo pianoforte, a quattro mani, per pianoforte e violino o persino trombone. La musica da camera
comprende pure versioni con accompagnamento pianistico di brani concertanti, stesure preparatorie alla
versione con orchestra. Le partiture orchestrali più ampie e ambiziose appartengono all’ambito della musica
a programma e condividono un’ispirazione che rimanda a contenuti o soggetti legati in differenti maniere alla
religiosità. Una parziale eccezione è costituita dal ciclo di variazioni su un tema dell’opera Le tre notti di luce
(ispirata alla vita di Jacopone da Todi), almeno dal punto di vista del rigoroso impianto formale.

 

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